Mercoledi, 22 Agosto 2018
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“Gli sviluppi politici e geopolitici sono ormai diventati parte integrante dell'asset allocation. In quest’ottica, l'Italia e il commercio globale rappresentano oggi i due rischi principali per i mercati”. È l’analisi di Yves Longchamp, Head of Research di ETHENEA Independent Investors.

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I timori riguardanti l'Italia (e l'Eurozona in generale) sono riemersi in seguito alle elezioni italiane e alla formazione del Governo. In particolare, gli asset italiani hanno patito i timori degli investitori verso le politiche europee del nuovo Governo e soprattutto l’apparente predilezione per politiche fiscali più accomodanti e predisposte ad aumenti del deficit, per mantenere promesse fatte in sede di campagna elettorale.

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Il Decreto dignità varato dal governo non convince gli economisti Giulio Sapelli (in foto) e Carlo Dell'Aringa. Per il primo “rischia di appesantire ancora di più il mondo del lavoro, che richiederebbe meno leggi”; per il secondo “le imprese ricorreranno a rapporti di lavoro ancora più flessibili”.

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Domani in Francia si celebra la Festa Nazionale del 14 luglio, in memoria della presa della Bastiglia. Alla vigilia di questa ricorrenza, per gli investitori esistono molteplici motivi per cui festeggiare. Quest’anno la Francia ha più di un motivo per celebrare la presa della Bastiglia, come non accadeva da tempo.

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“Il rendimento dei titoli decennali italiani è pari a circa il 3%, ossia il doppio della nostra migliore stima di tasso massimo sostenibile, pari all’1,5%. Siccome nell’Eurozona il tasso massimo sostenibile privo di rischio è definito proprio dall'Italia, ne deriva che la regione sta entrando in un’area pericolosa”.

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La crisi politica italiana ha avuto importanti conseguenze, diventando una slavina che travolge BTP e borsa italiana: lo spread, dopo aver superato quota 300bp, rientra in seguito alla formazione di un esecutivo politico a guida M5s-Lega. In assenza di un cambio di rotta da parte della politica italiana, l’Italia non può contare sulla solidarietà di altri paesi e istituzioni comunitarie come la BCE.

Il quadro macroeconomico segnala un nuovo deterioramento macro in Europa, a fronte di dati USA che si confermano solidi nella creazione di posti di lavori e indicatori prospettici di crescita. I rendimenti sul decennale USA dovrebbero quindi stabilizzarsi intorno al 3%, in assenza di sorprese provenienti da prezzi delle materie prime.
Il meeting della FED di inizio giugno, scontato il rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base, potrebbe però offrire l’indicazione di un rialzo aggiuntivo oltre a quelli già indicati (4 totali nel 2018) motivato da un’economia che viaggia su ritmi di crescita superiori al 4% sul secondo trimestre. Draghi nel corso dell’ultima riunione della BCE è riuscito a tirar fuori l’ultima colomba da un cappello di sorprese di politica monetaria ormai vuoto.
La decisione di concludere il programma a fine 2018 dopo 3 mesi di acquisti da €15miliardi/mese era prevista, tuttavia, il riferimento all’unanimità della decisione del consiglio direttivo e l’enfasi riposta nel sottolineare che il primo rialzo dei tassi avverrà dopo la fine dell’estate del 2019 ha rassicurato gli investitori a reddito fisso.
STRATEGIA
Sul fronte azionario manteniamo un atteggiamento prudenziale su asset europei in quanto riteniamo che le turbolenze politiche italiane debbano ancora essere tradotte in premi di rischio più elevati. Pensiamo che la fase di rafforzamento tattico del dollaro sia prossima ad esaurimento, pertanto torniamo ad avere una visione positiva sui mercati emergenti (a partire dalla Cina). Per quanto riguarda la composizione settoriale privilegiamo finanziari, energia e healthcare, e preferiamo le small cap USA alle large cap.

di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management

Published in MERC HIGHLIGHT

Cosa possono aspettarsi gli investitori da questa insolita alleanza tra M5S e Lega? L’ascesa della nuova coalizione di governo sembra essere una delle ragioni della sottoperformance del segmento azionario italiano rispetto agli altri titoli europei e a quelli statunitensi negli ultimi cinque anni[1].

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Il mercato dei Btp italiani ha di recente subito un duro colpo. Il fattore scatenante è stato il rifiuto da parte della Lega Nord e del M5S, nella fase delle consultazioni, di impegnarsi esplicitamente a favore dell'euro. Ci è voluto del tempo prima che Salvini e Di Maio fugassero ogni dubbio sulla permanenza nell’Unione Monetaria.

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Come anticipato da diversi membri del direttorio ECB la settimana passata, la comunicazione sulle modalità e sul termine del programma di QE è stata annunciata oggi da parte della Bce di Mario Draghi. Nonostante i dati macro non abbiano offerto certezze nelle settimane recenti:

Published in ECO PRIMO PIANO

La politica italiana recentemente ha causato turbolenze sui mercati finanziari. Al momento le tensioni sono diminuite. Tuttavia, è ragionevole pensare che i mercati analizzeranno ogni passo del nuovo governo. Per valutare se le misure potranno essere vantaggiose o meno per la propria ripresa economica, è importante conoscere i punti di forza e di debolezza del paese.

Published in ECONOMIA
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Direttore responsabile: Gabriele Petrucciani
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