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Hedge, Loeb vuole lo spin-off di Sony Entertainment

Scritto da  Lunedì, 13 Maggio 2013 02:00
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Mr Pink dice la sua sul turnaround di Sony e consiglia lo spin-off al colosso nipponico. Mr Pink risponde al nome di Daniel Loeb ed è uno dei più noti investitori attivisti su scala planetaria e uno di quelli di maggior successo, con il suo hedge fund Third Point. Come ricorda il Guardian, Mr Pink è il nickname che Loeb usava in chat nei primi Anni 90, citando un personaggio del film Reservoir Dogs (in italiano Le Iene) di Quentin Tarantino. La citazione era dovuta al fatto che Mr Pink, nel film Steve Buscemi, nel corso di una rapina andata a male, era quello che scappava con i diamanti lasciando un compagno ferito a terra. E Loeb è sempre stato quello che scappava con i diamanti. Uno degli investitori di maggior successo a Wall Street è riuscito a intascarsi anche una plusvalenza da mezzo miliardo con il crac della Grecia. 

Tornando a Sony, Loeb ha una sua strategia per far recuperare terreno al gruppo giapponese che è stato schiacciato in questi anni dal ridursi della marginalità del settore dell'elettronica di consumo, la cui concorrenza è oggi sempre più feroce (anche con l'irrompere sulla scena dei produttori cinesi), e dall'essersi fatto prendere alla sprovvista dal successo di Apple che, con l'iTunes Store prima e con iPhone e iPad dopo, è stata l'unica società a capire l'importanza di creare un ecosistema che comprenda hardware, software, piattaforme e contenuti. Colpita dalla tempesta perfetta di crisi globale, yen forte e disastri naturali, Sony, come gran parte dei colossi industriali nipponici (e ancor più quelli che operano proprio nell'elettronica di consumo), ha sofferto decise perdite anche se di recente ha annunciato il primo utile nel bilancio d'esercizio degli ultimi cinque anni. Segno di una ripresa ma anche conferma di una crisi tutt'altro che facile da superare. La ricetta di Sony, sotto la guida del chief executive Kazuo Hirai (in precedenza artefice del successo di PlayStation), è stata quella della convergenza dei business, ma Loeb è di parere opposto. Secondo l'attivista, infatti, l'Ipo della divisione entertainment di Sony farebbe rivalutare il titolo dell'azienda nipponica del 60% garantendo i fondi necessari all'abbattimento dei debiti del business nell'elettronica di consumo. Certo, gli asset che secondo Loeb dovrebbero essere collocati sul listino sono più che appetibili, comprendendo uno dei principali studios di Hollywood e una delle più grandi etichette discografiche al mondo.

Da parte sua Third Point, che ha un portafoglio di 13 miliardi di dollari, sarebbe disposta a investire nell'Ipo di Sony Entertainment 150-200 miliardi di yen (1,1-1,5 miliardi di euro). In una lettera inviata a Hirai, Loeb ha suggerito di vendere sul listino una quota del 15-20% del capitale, offrendolo agli attuali azionisti di Sony. Oggi primo singolo socio del colosso nipponico è proprio Third Point, che vanta una partecipazione di circa 115 miliardi di yen (intorno a 870 milioni di euro). Certo Mr Pink è quello che scappa con i diamanti, ma le sue battaglie spesso sono fruttuose per tutti. Loeb è stato quello, per esempio, che ha portato alle dimissioni del chief executive di Yahoo! Scott Thompson, e il big americano del Web sembra ora iniziare a vedere la luce in fondo al tunnel, dopo anni di declino. E secondo i dati di Reuters Third Point quest'anno ha già garantito un ritorno del 10,5% quest'anno ai suoi investitori. Sony ha dichiarato di non aver alcun asset in vendita, ma un pensierino ai consigli di Mr Pink forse sarebbe il caso di dedicarlo.

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