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Che ne sarà del Portogallo

Scritto da Domenica, 05 Maggio 2013 19:42

Il 5 Aprile scorso la Corte Costituzionale Portoghese, dopo tre mesi di analisi, ha dichiarato incostituzionali 4 delle 9  misure di austerità varate dal Governo di coalizione di centro-destra di Passo Coelho nel Budget 2013. Si tratta di tagli di spesa pubblica di stipendi e pensioni che ammontano a circa 1,3 miliardi di euro (0,8% del Pil) e che sono parte dei 5 miliardi di misure (3% del Pil) che il Portogallo deve prendere per poter essere allineato alle richieste della Troika e ricevere così la prossima tranche di 2 miliardi di aiuti per Maggio prossimo e il tentativo - dopo la sporadica emissione di Gennaio - di ritornare a finanziarsi autonomamente sul mercato a partire dal Settembre 2014, quando le erogazioni della Troika saranno finite e poter contare - una volta ritornati al mercato - sul contributo della Omt della Bce. In vero il Portogallo stava già verificando l’interesse del mercato per una nuova emissione a 10 anni proprio in questi giorni.

Non vi è dubbio che l'economia cipriota è in crisi e che rimarrà in questa situazione: nel 2012, il Paese ha subìto una recessione del 2,5% - che secondo le  ultime stime dell'Ue si attesterà al 3% nel 2013, ma più probabilmente raggiungerà il  5% o il 6% data la situazione di crisi - mentre il deficit di bilancio è di circa il 5% del Pil e il rapporto debito/Pil sarà presto superiore al 100 per cento.

Nonostante la tornata elettorale si sia conclusa senza una chiara maggioranza, la buona notizia che i mercati e gli operatori esteri hanno sottovalutato è che l’ingresso in Parlamento di una formazione come quella del Movimento Cinque Stelle non potrà che determinare una forte spinta propulsiva per il varo di riforme, dopo decenni di sostanziale “conservazione”.

Europa, c'è speranza per un 2013 migliore

Scritto da Mercoledì, 13 Febbraio 2013 00:15

Nell’area Euro si vedono i primi segnali di speranza per un 2013 migliore dell’incostante 2012: i deficit commerciali esteri di Portogallo e Italia sono in diminuzione, e sono quasi diventati eccedenze, mentre i deficit di bilancio dei Paesi del gruppo GIIPS (Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo, Spagna) sono in calo. La maggiore stabilità sta invertendo leggermente la direzione della fuga di capitali.

Rally di lungo corso?

Scritto da Venerdì, 08 Febbraio 2013 00:10

Rientrati dagli incontri con i gestori della City, rimaniamo abbastanza convinti che il posto peggiore dove mettere i soldi sia tuttora il Bund tedesco a lunga scadenza. Infatti, anche qualora in futuro ci fosse un minimo rialzo dei tassi di cento punti base, le conseguenze potrebbero essere pesanti sui prezzi dei titoli con il rischio di esporre i sottoscrittori a perdite importanti.

Emergenti, un'opportunità chiamata obbligazione

Scritto da Lunedì, 04 Febbraio 2013 23:58

I mercati emergenti sono caratterizzati da alcuni trend positivi: buone dinamiche demografiche, rapporti debito/Pil a livelli accettabili, e ricchezza di minerali. Tuttavia, questi mercati presentano anche alcuni rischi di cui è bene essere consapevoli: il rallentamento della Cina, per esempio, dove i tassi di crescita a doppia cifra del passato derivavano dalla manodopera a basso costo; questa disponibilità ha cominciato a diminuire cinque anni fa, con l’aumento graduale dei salari. È a questo punto che la crescita economica dovrebbe aver cominciato a rallentare, ma per ragioni politiche il governo cinese ha continuato a tenere gli attuali standard a livelli alti aprendo i rubinetti del credito.

Testata registrata al tribunale di Milano, N. 40 del 14/02/2014
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