Venerdi, 22 Giugno 2018
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Al quantitative easing è stato attribuito lo scatenarsi di uno dei rally più forti per il Giappone negli ultimi decenni. C’è, tuttavia, molto di più nelle Abenomics (le politiche economiche decise dall’attuale Primo Ministro del Giappone, Shinzo Abe) del QE. Il nuovo governo ha anche inaugurato una politica fiscale espansiva, sotto forma di tagli fiscali alle aziende e agli investimenti e spese per la difesa più alta, e si è scatenata una strategia di crescita che comprende accordi di libero scambio, la ricerca sanitaria, la riforma del lavoro e la deregolamentazione e la privatizzazione.

Se sapessimo!

Scritto da Giovedì, 09 Maggio 2013 11:09

Quale investitore non ha mai sognato di arrivare in ufficio con il giornale della mattina successiva?
Eppure la conoscenza anticipata di determinati dati non porta necessariamente a una maggiore saggezza negli investimenti. Infatti, chi avesse saputo in anticipo che gli utili delle aziende del Cac40 si sarebbero contratti del 26% nel 2012 avrebbe sicuramente evitato di comperare azioni. Un bell’errore, visto che alla fine il Cac40 è cresciuto del 15% nell’anno.

Eurozona ancora alle prese con la crisi del debito

Scritto da Lunedì, 06 Maggio 2013 15:05

Alla fine di aprile, i rendimenti dei Bonos spagnoli a cinque e dieci anni sono scesi ai minimi dalla fine del 2010. Il rally è stato senza dubbio inaugurato dalla dichiarazione di Mario Draghi “qualsiasi cosa per preservare l’euro”, ed ulteriormente alimentato dal miglioramento dei dati economici dell’Eurozona alla fine del 2012, probabilmente in parte dovuto alle decisioni di Draghi. Comunque, il rally dei periferici è continuato quest’anno nonostante il deterioramento dei dati economici degli ultimi mesi. Oggi, fondamentali economici e valutazioni si stanno muovendo rapidamente in direzioni opposte.

Che ne sarà del Portogallo

Scritto da Domenica, 05 Maggio 2013 19:42

Il 5 Aprile scorso la Corte Costituzionale Portoghese, dopo tre mesi di analisi, ha dichiarato incostituzionali 4 delle 9  misure di austerità varate dal Governo di coalizione di centro-destra di Passo Coelho nel Budget 2013. Si tratta di tagli di spesa pubblica di stipendi e pensioni che ammontano a circa 1,3 miliardi di euro (0,8% del Pil) e che sono parte dei 5 miliardi di misure (3% del Pil) che il Portogallo deve prendere per poter essere allineato alle richieste della Troika e ricevere così la prossima tranche di 2 miliardi di aiuti per Maggio prossimo e il tentativo - dopo la sporadica emissione di Gennaio - di ritornare a finanziarsi autonomamente sul mercato a partire dal Settembre 2014, quando le erogazioni della Troika saranno finite e poter contare - una volta ritornati al mercato - sul contributo della Omt della Bce. In vero il Portogallo stava già verificando l’interesse del mercato per una nuova emissione a 10 anni proprio in questi giorni.

Non vi è dubbio che l'economia cipriota è in crisi e che rimarrà in questa situazione: nel 2012, il Paese ha subìto una recessione del 2,5% - che secondo le  ultime stime dell'Ue si attesterà al 3% nel 2013, ma più probabilmente raggiungerà il  5% o il 6% data la situazione di crisi - mentre il deficit di bilancio è di circa il 5% del Pil e il rapporto debito/Pil sarà presto superiore al 100 per cento.

Nonostante la tornata elettorale si sia conclusa senza una chiara maggioranza, la buona notizia che i mercati e gli operatori esteri hanno sottovalutato è che l’ingresso in Parlamento di una formazione come quella del Movimento Cinque Stelle non potrà che determinare una forte spinta propulsiva per il varo di riforme, dopo decenni di sostanziale “conservazione”.

Testata registrata al tribunale di Milano, N. 40 del 14/02/2014
Direttore responsabile: Gabriele Petrucciani
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