Giovedi, 19 Luglio 2018
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Dall’inizio dell’anno, la geopolitica, il timore di una guerra commerciale, la correzione dell’obbligazionario americano e le vicissitudini politiche italiane sono stati i principali driver del mercato. I dati economici, nel complesso positivi nonostante qualche segnale di rallentamento nell’eurozona, e i forti risultati delle trimestrali sono rimasti per ora solo sullo sfondo.

Published in Mercati

L'economia USA, dopo una maratona di espansione lunga nove anni, potrebbe aver trovato quest’anno nuove energie. Grazie ai tagli alle tasse di fine 2017 e all’aumento della spesa federale approvata a febbraio, l’economia del Paese sembra aver trovato nuove forze proprio quando la lunga fase di ripresa seguita alla crisi finanziaria globale sembrava stesse per finire la benzina.

Published in ECO PRIMO PIANO

“La questione cruciale per i mercati di oggi è quanto durerà l'attuale periodo di consolidamento economico. Gli indicatori a medio termine sono positivi: la spesa per consumi è in ripresa, la spesa in conto capitale è sostenuta dagli utili e dalla fiducia, mentre i tradizionali fattori di ostacolo non danno segnali negativi - l'inflazione salariale è moderata, i livelli di investimento delle imprese non sono eccessivi e il loro effetto leva è generalmente molto inferiore a quello del 2008”, ha commentato Valentijn van Nieuwenhuijzen, Chief Investment Officer di NN Investment Partners.

Published in OPINIONI

Con la Banca Centrale Europea che modifica la propria politica monetaria, il mercato obbligazionario dell’eurozona dovrebbe trovarsi di fronte a un contesto più sfidante in prospettiva, passando da una situazione caratterizzata da una netta diminuzione dei tassi a una caratterizzata da una crescente volatilità bidirezionale dei tassi d'interesse.

Published in OBB PRIMO PIANO

Fare il punto sull’andamento nel primo semestre dell’anno con l’ottica di Hedge Invest significa prendere atto che le strategie di investimento alternative sono tornate in prima linea nell’attenzione degli investitori, che vedono grandi opportunità future da uno scenario macroeconomico che sta cambiando direzione.

Published in INVESTIMENTI

La crisi politica italiana ha avuto importanti conseguenze, diventando una slavina che travolge BTP e borsa italiana: lo spread, dopo aver superato quota 300bp, rientra in seguito alla formazione di un esecutivo politico a guida M5s-Lega. In assenza di un cambio di rotta da parte della politica italiana, l’Italia non può contare sulla solidarietà di altri paesi e istituzioni comunitarie come la BCE.

Il quadro macroeconomico segnala un nuovo deterioramento macro in Europa, a fronte di dati USA che si confermano solidi nella creazione di posti di lavori e indicatori prospettici di crescita. I rendimenti sul decennale USA dovrebbero quindi stabilizzarsi intorno al 3%, in assenza di sorprese provenienti da prezzi delle materie prime.
Il meeting della FED di inizio giugno, scontato il rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base, potrebbe però offrire l’indicazione di un rialzo aggiuntivo oltre a quelli già indicati (4 totali nel 2018) motivato da un’economia che viaggia su ritmi di crescita superiori al 4% sul secondo trimestre. Draghi nel corso dell’ultima riunione della BCE è riuscito a tirar fuori l’ultima colomba da un cappello di sorprese di politica monetaria ormai vuoto.
La decisione di concludere il programma a fine 2018 dopo 3 mesi di acquisti da €15miliardi/mese era prevista, tuttavia, il riferimento all’unanimità della decisione del consiglio direttivo e l’enfasi riposta nel sottolineare che il primo rialzo dei tassi avverrà dopo la fine dell’estate del 2019 ha rassicurato gli investitori a reddito fisso.
STRATEGIA
Sul fronte azionario manteniamo un atteggiamento prudenziale su asset europei in quanto riteniamo che le turbolenze politiche italiane debbano ancora essere tradotte in premi di rischio più elevati. Pensiamo che la fase di rafforzamento tattico del dollaro sia prossima ad esaurimento, pertanto torniamo ad avere una visione positiva sui mercati emergenti (a partire dalla Cina). Per quanto riguarda la composizione settoriale privilegiamo finanziari, energia e healthcare, e preferiamo le small cap USA alle large cap.

di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management

Published in MERC HIGHLIGHT

Il 2017 sarà ricordato come l’anno del crollo del livello di rischio calcolato dei portafogli globali e del concomitante aumento dell’esposizioni verso gli asset più rischiosi. Ciò è quanto emerge nell’ultima edizione del Barometro dei Portafogli Globali elaborato dal Portfolio Research & Consulting Group (PRCG) di Natixis Investment Managers.

Published in INVESTIMENTI

In un contesto di incertezza politica, di mancanza di una direzione chiara di strategia industriale del Paese e alla luce di uno scenario macro di rallentamento generale dell’economia, l’investitore necessita di una bussola per muoversi con consapevolezza sui mercati azionari.

Published in INVESTIMENTI

L’attenzione dei mercati è tornata a concentrarsi sullo scenario siriano e mediorientale più in generale. L’effetto più diretto ha riguardato le materie prime. Il petrolio naturalmente vola in fasi di incertezza, da inizio anno ad aprile è salito del 12%.

Published in ECO PRIMO PIANO

La stagione degli utili negli Stati Uniti si sta sviluppando molto bene. Circa l'81% dell’universo S&P500 ha riportato risultati nel primo trimestre e di questi, il 79% ha fatto meglio del previsto. La sorpresa media sugli utili è del 7% e mentre le vendite sono aumentate mediamente dell'1,4% più di quanto atteso.

Published in MERC PRIMO PIANO
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Testata registrata al tribunale di Milano, N. 40 del 14/02/2014
Direttore responsabile: Gabriele Petrucciani
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