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Lunedì, 23 Luglio 2018 16:43

Rolls-Royce, Bentley e la Brexit

Senza necessariamente pensare che l’automobile sia “l’equivalente abbastanza esatto delle grandi cattedrali gotiche”*, questo settore offre spesso una corretta sintesi delle avventure e delle sfide industriali di una nazione. Viene quindi da chiedersi per esempio se Phantom, Ghost, Continental, i nomi di modelli mitici di Rolls-Royce e Bentley, non fossero predestinati, anticipando la data della Brexit il 29 marzo 2019…

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Nonostante i dati trimestrali sulla disoccupazione risultino al livello più basso dal 1975 (4.20%), la sterlina continua la sua discesa contro le principali monete tra deludenti crescita dei salari e crescenti incertezze susseguenti al voto parlamentare di ieri.

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L'impatto più evidente di Brexit, seondo l'analisi di Philippe Waechter-Chief Economist, Ostrum Asset Management, è il minore slancio della crescita registrato nel Regno Unito dopo il referendum. La dinamica è rallentata e il Regno Unito non ha approfittato del forte miglioramento della crescita dell'area dell'euro nel 2017.

Un calcolo molto semplice può tradurre questa osservazione, tenendo conto della tendenza del livello del PIL reale dall'inizio della ripresa nel 2013 al secondo trimestre del 2016 (referendum) ed estendendola al primo trimestre del 2018. Stesso procedimento per Francia, Germania e Area Euro. Nel primo trimestre del 2018, il PIL francese è stato superiore dell'1,8% al suo trend, quello tedesco del +1% e quello dell'Area Euro del +1,4%, mentre quello britannico è stato inferiore del 2%.
Il Regno Unito è scollegato dal resto d'Europa, mentre l'area euro è il suo principale partner commerciale. In altre parole, nonostante la ripresa europea, non vi è stato un contagio positivo nel Regno Unito. Le aspettative per il Regno Unito sono drasticamente cambiate e il mercato interno non è abbastanza forte da guidare una traiettoria di crescita forte. Rimarrà l'incertezza, che comporterà minori afflussi di capitali e uscite di persone, con conseguente riduzione del capitale umano e della spesa in conto capitale.
Il processo di adeguamento è solo all'inizio. Ciò significa che la Banca d'Inghilterra non normalizzerà rapidamente la sua politica monetaria. Il tasso di inflazione sta convergendo verso l'obiettivo BoE del 2% e la dinamica economica è bassa. Assumersi il rischio di una normalizzazione sarebbe un'altra fonte di debolezza per il Regno Unito.
Lo sforzo principale è quello di ridurre l'incertezza per tutti, dalle famiglie alle imprese, fino agli investitori stranieri. Questa sarebbe la chiave per una ripresa. Ma l'attuale negoziato con la Commissione europea e la debolezza di Theresa May e del suo Parlamento non eliminano il rischio di una Brexit dura e di una situazione che avrebbe un impatto negativo persistente sull'economia del Regno Unito.
Dave Lafferty, Chief Market Strategist, Natixis Investment Managers
A due anni dal referendum di Brexit, i progressi compiuti verso il processo di uscita dalla UE sono stati sorprendentemente scarsi. Questa mancanza di progressi ha a sua volta portato a una mancanza di chiarezza da parte delle imprese britanniche. Le misure per mantenere il clima economico hanno avuto inizialmente successo in seguito al voto, l'attività economica reale è rimasta solida fino alla metà del 2017, tanto che la Banca d'Inghilterra era disposta ad invertire la tendenza alla riduzione del tasso post-Brexit alla fine dell'anno scorso.
Tuttavia, senza una chiara tabella di marcia, le imprese, i consumatori e i lavoratori adotterebbero alla fine misure per ridurre i loro rischi. Mentre l'anno scorso l'economia globale ha preso slancio nel secondo e quarto trimestre in modo più sincronizzato, il Regno Unito sembrava essere l'unica grande economia a rimanere indietro.
Le imprese hanno aperto uffici e spostato i lavoratori in tutta l’Unione Europea, i prezzi immobiliari sono sotto pressione e l'iniziale spinta competitiva della debolezza della sterlina è svanita con la stabilizzazione della valuta. Due anni dopo, le ricadute economiche del referendum si sono chiaramente avvertite. Inoltre, con un accordo solo provvisorio sul periodo di transizione e praticamente nessun progresso su altre questioni importanti come i servizi finanziari o il confine irlandese, il Regno Unito rischia di ristagnare ulteriormente.
Mentre il cammino verso l’uscita è ancora in corso, sono emerse alcune chiare lezioni nel processo negoziale che potrebbero aiutare la Gran Bretagna nelle ultime fasi - o almeno servire come monito per gli altri membri dell'UE che contemplano una possibile fuoriuscita dall'Unione.
Primo: avere un obiettivo chiaro nell’entrare nel processo. Nel corso del negoziato, gli obiettivi del Regno Unito sono rimasti troppo spesso in sospeso tra l’ottenere un buon accordo, l’evitare un accordo scadente o ottenere un compromesso sull’uscita che avrebbe potuto rendere il voto privo di significato. Per parafrasare Seneca, nessun vento è favorevole se non sai verso quale porto stai navigando.
Secondo: presentare un fronte unificato. Indubbiamente, la posizione del Regno Unito in questi negoziati è stata indebolita dalle lotte interne: Uscire vs. Rimanere, Tory vs. Labour, Tory vs. Tory, Lords vs. Commons. Il Primo Ministro May ha combattuto con entrambe le mani legate.
Terzo: conoscere il percorso da intraprendere. Senza una reale volontà di allontanarsi, sarà poca la credibilità agli occhi della vostra controparte. I brexisti erano disposti ad accettare queste dolorose conseguenze (e forse ne avranno ancora la possibilità), ma i continui passi indietro da parte del Regno Unito hanno incoraggiato i negoziatori dell'UE. La strategia di uscita poco chiara del Regno Unito ha creato incertezza, che in ultima analisi ha reali conseguenze economiche negative.  

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Venerdì, 22 Giugno 2018 13:56

Brexit, un bilancio dopo due anni dal voto

Due anni dopo il voto sulla Brexit e a meno di un anno dall’uscita del Regno Unito dall’UE, è importante riflettere su come questo processo stia influenzando l’economia inglese e i mercati. L’incertezza sulla Brexit ha represso gli investimenti e ha contribuito a portare a una crescita davvero contenuta della produttività.

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“Dopo il voto sull’uscita dall’Ue, la Gran Bretagna è divenuta piuttosto problematica per gli investitori. I titoli obbligazionari offrono rendimenti insufficienti a compensare l'inflazione e i vantaggi della Brexit raccontati dagli euroscettici si rivelano del tutto illusori. Queste difficoltà convinceranno i più intransigenti ad allentare la presa su una hard Brexit”.

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Nonostante il rimbalzo messo a segno ieri a seguito dell’acuirsi delle tensioni geopolitiche mediorientali e dovuto più al deterioramento dei corsi dello yen, dell’euro e del dollaro canadese che a vere e proprie ragioni fondamentali, crediamo che il rally del biglietto verde sia ormai troppo tirato.

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Nel contesto attuale in cui il QE sta per essere messo da parte, abbiamo un numero di posizioni all’interno della nostra strategia che stanno recuperando quello slancio non mostrato di recente sia in termini di fondamentali che della loro singola storia. Ed è in particolare l’asimmetria di tali posizionamenti che esercita un certo appeal.

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Tutti i mercati azionari Usa sono scesi, con l’S&P 500 (-2.09% dall’inizio dell’anno) che, dopo un rally iniziale che lo ha portato a raggiungere 2.872 punti il 26 gennaio (+6.90% in meno di un mese), ha perso il 10.16% a inizio febbraio. I picchi di inizio anno hanno coinvolto anche l’Europa,

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Quando arriverà il momento anche per la BCE di tornare ad alzare il costo del denaro? Le parole in libertà pronunciate ieri dal governatore austriaco Ewald Nowotny, per il quale Eurotowers dovrebbe muoversi sin da ora cessando nel contempo gli acquisti di titoli governativi (QE),

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 I naming rights (diritti di denominazione) degli stadi della Premier League, sono aumentati negli ultimi quattro anni di oltre l’80% passando dai 74,6 milioni di sterline annui del 2013 ai 135,6 milioni annui del 2017, un effetto della crescita registrata dal valore economico complessivo del campionato di calcio inglese.

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Testata registrata al tribunale di Milano, N. 40 del 14/02/2014
Direttore responsabile: Gabriele Petrucciani
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