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Nuove opportunità sui mercati obbligazionari emergenti

Scritto da  Giovedì, 29 Gennaio 2015 11:49
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Gli sviluppi verificatisi alla fine del 2014 hanno creato, sui mercati valutari dei paesi emergenti, opportunità che non si vedevano da tanto tempo. Nel quarto trimestre, i prezzi delle materie prime sono calati drasticamente e, di conseguenza, le valute di alcuni Paesi produttori ne hanno risentito.

Questi sviluppi hanno innescato un ampio sell-off delle valute emergenti, e anche quelle valute che avrebbero dovuto beneficiare dell’abbassamento dei prezzi delle materie prime (ad esempio la rupia indiana, la lira turca, il peso messicano e zloty polacco) si sono indebolite. Riteniamo che questi movimenti di mercato possano offrire opportunità nel 2015. Da un punto di vista globale, crediamo che l'espansione sostenuta della domanda proveniente dai mercati sviluppati dovrebbe dare impulso alle esportazioni di beni e servizi, mentre il rallentamento della crescita in Cina e il calo dei prezzi delle materie prime dovrebbero avere un impatto deflazionistico sul resto del mondo. Le asset class dei mercati emergenti espresse in valuta locale dovrebbero beneficiare di entrambe le tendenze. In particolare, ne trarranno vantaggio i paesi che esportano beni manifatturieri, come l’India, la Turchia e il Messico, che registreranno una moderata inflazione. Tutti questi paesi offrono alti rendimenti, e il recente sell-off delle valute emergenti ha fatto sì che la rupia indiana, il peso messicano e lira turca siano ancora più convenienti oggi. In termini di tassi di cambio reali, le valute dei paesi non produttori di materie prime non sono mai state così convenienti dal 2006. Sovrappesiamo quindi sia le valute che le obbligazioni di questi paesi.
I paesi produttori di materie prime, invece, registreranno probabilmente performance sotto la media nei primi mesi del 2015. Il rallentamento della crescita in Cina ha spinto al ribasso i prezzi delle materie prime e questo ha avuto un impatto negativo sulle valute. Molte di queste economie non si sono ancora adeguate a un contesto globale caratterizzato da prezzi delle materie prime stabili o in declino. Possiamo pertanto aspettarci un rallentamento della crescita o un deterioramento della bilancia corrente. Entrambe le situazioni avrebbero effetti negativi sulle valute. In molti paesi produttori di materie prime (come la Colombia), vediamo spazio per un ulteriore indebolimento della valuta. Iniziamo l'anno sottopesando le seguenti valute: Peso colombiano, Real brasiliano, Nuevo Sol peruviano, Rublo russo e il Rand sudafricano.
Non prevediamo, tuttavia, di sottopesare le valute dei paesi produttori di materie prime per tutto il 2015. Nel breve periodo, i prezzi delle materie prime e le valute dei produttori di materie prime sono diminuiti drasticamente. La Cina sta adottando una politica monetaria più espansiva nel tentativo di contenere il rallentamento della crescita e, con il tempo, queste forze, combinandosi, potrebbero spingere al rialzo i prezzi delle materie prime. Quando la domanda interna di queste economie si sarà adeguata e le esportazioni caleranno, sarà un buon momento per queste valute. Inoltre, quando gli effetti di una valuta debole si trasmetteranno al sistema, l’inflazione dovrebbe scendere drasticamente a seguito della diminuzione della domanda. Prenderemo le nostre decisioni di investimento sulla base dell’andamento delle materie prime e della bilancia commerciale, ma cercheremo anche opportunità di acquisto durante il corso dell’anno.
Infine, le economie basate sul settore manifatturiero, che hanno una bassa inflazione dovrebbero beneficiare della ripresa dei mercati sviluppati, mentre i rendimenti delle obbligazioni trarranno vantaggio dalle pressioni disinflazionistiche globali.  Questi rendimenti spesso appaiono bassi, ma l'esperienza fino ad oggi ci ha dimostrato che possono scendere molto di più di quanto si possa anticipare. Il rischio di queste economie è che l'inflazione possa diminuire troppo, e che conseguentemente i politici lascino indebolire la valuta nel tentativo di evitare la deflazione. Di conseguenza rimaniamo cauti su queste valute. Complessivamente, quest'anno, ci aspettiamo dall’obbligazionario emergente rendimenti del 5-10%, e  crediamo che ci saranno significative opportunità per la creazione di alpha.

Commento a cura di Paul McNamara, Lead Portfolio Manager del fondo JB Local Emerging Bond

Read 3174 times Last modified on Giovedì, 07 Maggio 2015 14:47

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