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Luci e ombre sui FANG: in attesa dei risultati di Apple

Scritto da  Lunedì, 30 Luglio 2018 16:08
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L’attuale ciclo economico passerà alla storia per avere concentrato una parte considerevole della ricchezza azionaria in poche aziende, chiamate FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix, Google), termine coniato per la prima volta alcuni anni fa da Jim Cramer.

Queste cinque aziende di fatto capitalizzano una parte consistente del Nasdaq 100: poco meno del 40% e se aggiungiamo Microsoft arriviamo al 50%. La giustificazione per una simile concentrazione di rischi da parte degli investitori risiede in tassi di crescita strabilianti, in un Business Model legato al processo di digitalizzazione delle economie e nella loro capacità di innovazione tecnologica.
Anzi in alcuni casi, hanno letteralmente “inventato” come nel caso di Amazon una nuova tipologia di bisogno o di modalità di consumo. La valutazione di queste aziende è molto difficile, perché nella storia tutte le growth companies, una volta che il tasso di crescita decellera, sono di fatto “finite” in ottica growth e i multipli molto elevati non sono più giustificabili. Il paradosso però è che mentre in tutti i cicli precedenti l’universo growth è sempre stato considerato “rischioso”, in questo ciclo che sintetizzando potremmo definire “Post Quantitative Easing” l’allocazione è stata modificata e con ogni probabilità i FAANG in alcuni portafogli hanno pesi percentuali che il loro universo di appartenenza non aveva nei cicli economici precedenti. Detto questo, le trimestrali sono probabilmente il mezzo più efficace per un investitore per cercare di capire quando (non se..) avverrà un rallentamento delle prospettive di crescita (del fatturato, dei margini, degli utili) dei FAANG, evento che potrebbe coincidere anche con una inversione del trend del Nasdaq.
NETFLIX ($353)
Ha riportato lo scorso 16 luglio. Il fatturato è cresciuto del 40% sullo stesso trimestre dell’anno precedente. In termini di subscribers c’è tuttavia a nostro avviso una criticità. Non tanto per i 5,2 milioni di nuovi utenti rispetto ai 6,2 milioni stimati, quanto per il fatto che il numero di nuovi sottoscrittori è stato più o meno simile al secondo trimestre 2017. Una stabilizzazione della crescita, sebbene possa essere fatto a margini industriali in aumento (esempio l’abbonamento mensile che passa da $10 a $12), è un campanello di allarme per un’azienda che ha un EV stimato a fine 2018 di circa $165 miliardi contro un utile netto stimato a $1,2 miliardi. Il tasso di crescita del fatturato e degli utili stimati dal mercato nel periodo 2017-2020 sono rispettivamente 27% e 77%. Netflix ha quindi riportato sotto le stime
ALPHABET ($1252)
Ha riportato lo scorso 23 luglio Il trimestre è stato caratterizzato dalla multa data dalla UE (Antitrust) per posizione dominante nel sistema operativo Android che ha causato un utile sensibilmente inferiore alle stime. Sui numeri “adjusted”, Alphabet ha invece battuto le stime sia su fatturato che utile netto. Alla base del successo la raccolta pubblicitaria, che finanzia altre attività in crescita intelligenza artificiale e servizi di cloud computing. La domanda da farsi è se gli interventi sanzionatori dei regolatori saranno per Google casi isolati o ricorrenti. Nel 2018 l’EV stimato è $806 miliardi contro un utile stimato di $ 28,5 miliardi. Il tasso di crescita del fatturato e degli utili stimati dal mercato nel periodo 2017-2020 sono rispettivamente 20% e 21.2%. Alphabet ha quindi riportato sopra le stime
FACEBOOK ($174)
Ha riportato lo scorso 25 luglio Il trimestre è stato caratterizzato da un aumento dei costi per la Privacy legato allo scandalo di Cambridge Analytics. Questa componente sembrerebbe diventata strutturale. Sul fronte dei ricavi i Monthly users a 2,23 miliardi sono stati inferiori a 2,25 miliardi stimati. Dal momento in cui la penetrazione non sembra avere più molto margine di crescita, Facebook si basa sulla raccolta pubblicitaria e quindi diventa cruciale la gestione del post scandalo da parte dell’azienda. Nel 2018 l’EV stimato è $470 miliardi contro un utile stimato di $ 21,5 miliardi. Il tasso di crescita del fatturato e degli utili stimati dal mercato nel periodo 2017-2020 sono rispettivamente 28.5% e 16%. Facebook ha quindi riportato sopra le stime sugli utili, ma leggermente sotto sul fatturato. Preoccupa la guidance sui prossimi trimestri.
AMAZON ($1817)
Ha riportato lo scorso 26 luglio Il trimestre è stato caratterizzato da un aumento degli utili particolarmente superiore alle stime, evento importante per un’azienda il cui Business model è basato soprattutto sulla crescita del fatturato. L’utile è dipeso da una efficienza sempre più elevata nel packaging e nella logistica e nella penetrazione dei servizi di Cloud Computing. Un’altra novità positiva è la raccolta pubblicitaria (da parte dei retailers terzi) che sta crescendo molto rapidamente. Nel 2018 l’EV stimato è $863 miliardi contro un utile stimato di $ 8,1 miliardi.
Il tasso di crescita del fatturato e degli utili stimati dal mercato nel periodo 2017-2020 sono rispettivamente 24.5% e 103%. Amazon ha quindi riportato sopra le stime sugli utili. La guidance sembrerebbe anticipare anche nei prossimi due trimestri risultati superiori alle stime. Concludendo, il secondo trimestre 2018 dei 4 FAANG è stato a luci e ombre. Hanno riportato positivamente Amazon (proporzionalmente la migliore) e Alphabet (nonostante la multa dell’antitrust europea), malino Netflix, male Facebook. Apple che riporterà domani 31 luglio, è l’ago della bilancia. In caso di risultati sopra le stime di Apple, è probabile che il Nasdaq possa rimanere ancora il più performante nel 2018 tra i grandi indici azionari. Altrimenti, è possibile che il mercato in agosto decida di togliere qualche profitto dal tavolo.

a cura dell'ufficio studi di Marzotto Sim

Read 224 times Last modified on Lunedì, 30 Luglio 2018 16:16

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