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Hedge Invest, il 2013 alternativo si chiude con una crescita del 31%

Scritto da  Martedì, 21 Gennaio 2014 18:44
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Hedge Invest Sgr chiude il 2013 con una crescita del patrimonio in gestione del 31% a 950 milioni di euro. "Un risultato che riflette il contributo positivo fornito dalle performance dell’intera gamma dei prodotti, con particolare riferimento ai fondi di fondi hedge - si legge in una nota diffusa dalla società - E premia ancora una volta la costante coerenza della società a valori di indipendenza, specializzazione, impegno diretto degli azionisti, focus sulla ricerca, nonché innovazione, diversificazione e sinergie a livello di soluzioni a disposizione degli investitori, sia privati che istituzionali".

Fondi di fondi hedge
Nell’anno appena concluso, il positivo andamento delle principali strategie hedge presenti nei portafogli si è tradotto in rendimenti a due cifre per tutti i 5 prodotti della gamma, che complessivamente conta un patrimonio di 650 milioni. Performance  2013 particolarmente rilevanti si evidenziano per HI Sector Specialist (16,85%) e per HI Global Fund (13,91%), tornato per la seconda volta ai vertici nelle classifiche mondiali di InvestHedge; prodotti che nella storia della società si sono comunque sempre posizionati nella parte alta dei quartili per profilo di rischio-rendimento.

Fondi Ucits
Questa offerta, attualmente composta da 1 fondo di fondi Ucits alternativi e da 3 comparti  Ucits alternativi single manager affidati a gestori di talento focalizzati su nicchie promettenti, è stata implementata da Hedge Invest a partire dalla fine del 2012 e l’apprezzamento del mercato per le scelte della società è evidenziato da un patrimonio di 245 milioni. A loro volta nel 2013 i prodotti armonizzati hanno fornito rendimenti positivi evidenziando, soprattutto per quanto riguarda i fondi single manager, una bassa correlazione sia rispetto ai mercati di riferimento (+0,17 per HI Principia Fund e -0,46 per HI Numen Credit Fund nei confronti rispettivamente di Euro Stoxx 50 e JP Morgan GBI) sia rispetto ad altri fondi caratterizzati dalla medesima strategia (+0,14 per HI Principia Fund e +0,28 per HI Numen Credit Fund rispetto a CS Long/Short Equity Index e HFR RV Fixed Income - Corporate Index).

Fondi chiusi
In questo settore Hedge Invest mostra con particolare evidenza il suo impegno all’innovazione, sia con la scelta di investire nel settore immobiliare Usa subito dopo la crisi del 2008 sia entrando nel mercato dei mini-bond che sta solo ora muovendo i suoi primi passi. Con un patrimonio vicino a 65 milioni,  investito in un portafoglio composto da 15 fondi che spaziano in tutte le aree del settore immobiliare USA, il fondo HI Usa Real Estate Fund ha completato nel 2013 l’attività di investimento e iniziato a distribuire dividendi ai suoi investitori. I dati in forte miglioramento del mercato immobiliare americano testimoniano la validità della scelta temporale per il lancio del fondo (2009), che ha iniziato ad investire a marzo 2010. Lanciato a fine 2013, invece, il fondo HI CrescItalia PMI Fund si avvale della consulenza di CrescItalia (società specializzata sulle PMI) e si distingue per rigore e trasparenza dei processi, focalizzazione degli investimenti su obbligazioni senior e unsecured di PMI italiane (mini bond) con importo compreso tra 1 milione e 3 milioni, che godranno di garanzia parziale rilasciata da SACE o da altri garanti. Già presentato alle istituzioni e a potenziali investitori, HI CrescItalia PMI Fund ha un target di raccolta minimo di 100 milioni e prevede di effettuare i primi investimenti a partire dalla fine del primo trimestre 2014.

Guardando al 2014
In un contesto in cui il rischio sistemico è stato accantonato e in presenza di tassi di interesse in salita, è un fatto che la gestione attiva sia destinata ad avere un ruolo centrale, con i fondi di fondi hedge che, dopo aver superato i peggiori shock di mercato, si confermano ancora una volta lo strumento capace di generare il miglior rapporto tra rendimento e rischio. A questo riguardo Hedge Invest individua opportunità per il 2014 nell’ambito delle seguenti, principali strategie alternative:

Long/short equity
Siamo positivi sulla strategia per il 2014. Continuiamo a credere che il mercato azionario rappresenti, anche per il nuovo anno, l’asset class con il migliore rapporto rischio/rendimento, grazie al venir meno del rischio sistemico, al persistere di uno scenario guidato dai fondamentali aziendali (che favorisce la diminuzione della correlazione infra settoriale) e alla mancanza di alternative con rendimenti interessanti sui mercati delle obbligazioni societarie e governative.

  • USA

Per quanto riguarda gli US, ci aspettiamo un mercato americano meno direzionale rispetto al 2013, soprattutto se i dati macro supporteranno l’uscita graduale dal quantitative easing da parte della Fed che potrebbe portare ad una normalizzazione della curva dei tassi. Riteniamo che il mercato americano nel 2014 sarà caratterizzato da maggiore dispersione fra i titoli rispetto al 2013, uno scenario di cui potranno beneficiare le strategie long/short equity.

  • Europa

Continuiamo a ritenere interessante l’opportunità di investimento offerta dal mercato europeo, che presenta tuttora le maggiori dislocazioni e inefficienze, in uno scenario caratterizzato da ridotta competizione, sia da parte delle banche che in ambito fondi hedge. Anche sull’azionario europeo riteniamo importante un approccio selettivo, soprattutto alla luce di un’espansione dei multipli avvenuta nonostante profitti mediamente in diminuzione. L’Asset Quality Review della Banca Centrale Europea rappresenterà un catalizzatore importante per una maggiore differenziazione nel settore delle banche europee.

Event driven
La strategia può beneficiare di un aumento delle operazioni di finanza straordinaria legate tra l’altro a un impiego della cassa presente nei bilanci, in uno scenario di tassi di interesse ancora bassi, ma che cresceranno, e di maggiore visibilità a livello economico.

Macro
Le opportunità in tale contesto derivano da una maggiore visibilità sulle valute (atteso rafforzamento del dollaro USA) e da arbitraggi sulle curve dei tassi che torneranno a irripidirsi a seguito di un incremento della parte a lungo termine.

Convertible arbitrage
Nonostante le valutazioni sul mercato delle convertibili siano nel complesso vicine al valore teorico, il contesto operativo appare favorevole, considerando i flussi netti positivi attesi (in particolare derivanti da rotazione all’interno dei mercati del reddito fisso) e le buone opportunità che provengono dall’aumento delle operazioni di finanza straordinaria e dalla ripresa delle nuove emissioni e la scarsa competizione.

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