Domenica, 24 Giugno 2018
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L'impatto più evidente di Brexit, seondo l'analisi di Philippe Waechter-Chief Economist, Ostrum Asset Management, è il minore slancio della crescita registrato nel Regno Unito dopo il referendum. La dinamica è rallentata e il Regno Unito non ha approfittato del forte miglioramento della crescita dell'area dell'euro nel 2017.

Un calcolo molto semplice può tradurre questa osservazione, tenendo conto della tendenza del livello del PIL reale dall'inizio della ripresa nel 2013 al secondo trimestre del 2016 (referendum) ed estendendola al primo trimestre del 2018. Stesso procedimento per Francia, Germania e Area Euro. Nel primo trimestre del 2018, il PIL francese è stato superiore dell'1,8% al suo trend, quello tedesco del +1% e quello dell'Area Euro del +1,4%, mentre quello britannico è stato inferiore del 2%.
Il Regno Unito è scollegato dal resto d'Europa, mentre l'area euro è il suo principale partner commerciale. In altre parole, nonostante la ripresa europea, non vi è stato un contagio positivo nel Regno Unito. Le aspettative per il Regno Unito sono drasticamente cambiate e il mercato interno non è abbastanza forte da guidare una traiettoria di crescita forte. Rimarrà l'incertezza, che comporterà minori afflussi di capitali e uscite di persone, con conseguente riduzione del capitale umano e della spesa in conto capitale.
Il processo di adeguamento è solo all'inizio. Ciò significa che la Banca d'Inghilterra non normalizzerà rapidamente la sua politica monetaria. Il tasso di inflazione sta convergendo verso l'obiettivo BoE del 2% e la dinamica economica è bassa. Assumersi il rischio di una normalizzazione sarebbe un'altra fonte di debolezza per il Regno Unito.
Lo sforzo principale è quello di ridurre l'incertezza per tutti, dalle famiglie alle imprese, fino agli investitori stranieri. Questa sarebbe la chiave per una ripresa. Ma l'attuale negoziato con la Commissione europea e la debolezza di Theresa May e del suo Parlamento non eliminano il rischio di una Brexit dura e di una situazione che avrebbe un impatto negativo persistente sull'economia del Regno Unito.
Dave Lafferty, Chief Market Strategist, Natixis Investment Managers
A due anni dal referendum di Brexit, i progressi compiuti verso il processo di uscita dalla UE sono stati sorprendentemente scarsi. Questa mancanza di progressi ha a sua volta portato a una mancanza di chiarezza da parte delle imprese britanniche. Le misure per mantenere il clima economico hanno avuto inizialmente successo in seguito al voto, l'attività economica reale è rimasta solida fino alla metà del 2017, tanto che la Banca d'Inghilterra era disposta ad invertire la tendenza alla riduzione del tasso post-Brexit alla fine dell'anno scorso.
Tuttavia, senza una chiara tabella di marcia, le imprese, i consumatori e i lavoratori adotterebbero alla fine misure per ridurre i loro rischi. Mentre l'anno scorso l'economia globale ha preso slancio nel secondo e quarto trimestre in modo più sincronizzato, il Regno Unito sembrava essere l'unica grande economia a rimanere indietro.
Le imprese hanno aperto uffici e spostato i lavoratori in tutta l’Unione Europea, i prezzi immobiliari sono sotto pressione e l'iniziale spinta competitiva della debolezza della sterlina è svanita con la stabilizzazione della valuta. Due anni dopo, le ricadute economiche del referendum si sono chiaramente avvertite. Inoltre, con un accordo solo provvisorio sul periodo di transizione e praticamente nessun progresso su altre questioni importanti come i servizi finanziari o il confine irlandese, il Regno Unito rischia di ristagnare ulteriormente.
Mentre il cammino verso l’uscita è ancora in corso, sono emerse alcune chiare lezioni nel processo negoziale che potrebbero aiutare la Gran Bretagna nelle ultime fasi - o almeno servire come monito per gli altri membri dell'UE che contemplano una possibile fuoriuscita dall'Unione.
Primo: avere un obiettivo chiaro nell’entrare nel processo. Nel corso del negoziato, gli obiettivi del Regno Unito sono rimasti troppo spesso in sospeso tra l’ottenere un buon accordo, l’evitare un accordo scadente o ottenere un compromesso sull’uscita che avrebbe potuto rendere il voto privo di significato. Per parafrasare Seneca, nessun vento è favorevole se non sai verso quale porto stai navigando.
Secondo: presentare un fronte unificato. Indubbiamente, la posizione del Regno Unito in questi negoziati è stata indebolita dalle lotte interne: Uscire vs. Rimanere, Tory vs. Labour, Tory vs. Tory, Lords vs. Commons. Il Primo Ministro May ha combattuto con entrambe le mani legate.
Terzo: conoscere il percorso da intraprendere. Senza una reale volontà di allontanarsi, sarà poca la credibilità agli occhi della vostra controparte. I brexisti erano disposti ad accettare queste dolorose conseguenze (e forse ne avranno ancora la possibilità), ma i continui passi indietro da parte del Regno Unito hanno incoraggiato i negoziatori dell'UE. La strategia di uscita poco chiara del Regno Unito ha creato incertezza, che in ultima analisi ha reali conseguenze economiche negative.  

Published in ECO PRIMO PIANO

Dopo un inizio d'anno molto positivo, i mercati emergenti stanno attirando l'attenzione per diversi motivi, soprattutto da aprile, quando i prezzi degli asset sono calati drasticamente sui mercati azionari, obbligazionari e valutari. Sui giornali, i titoli negativi relativi ad alcuni dei paesi più grandi nei nostri benchmark, come Turchia e Brasile, non hanno aiutato il sentiment.

Published in ECO HIGHLIGHT
Venerdì, 22 Giugno 2018 13:56

Brexit, un bilancio dopo due anni dal voto

Due anni dopo il voto sulla Brexit e a meno di un anno dall’uscita del Regno Unito dall’UE, è importante riflettere su come questo processo stia influenzando l’economia inglese e i mercati. L’incertezza sulla Brexit ha represso gli investimenti e ha contribuito a portare a una crescita davvero contenuta della produttività.

Published in OPINIONI

“Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione”. Le famose parole d'apertura di “Le Due Città” di Dickens descrivono l’attuale clima di mercato e macroeconomico – un mondo di volatilità latente,

Published in MERC PRIMO PIANO

Dopo la crisi finanziaria globale del 2008-09, le banche centrali hanno capito con chiarezza l’importanza di monitorare assiduamente la capacità dei rispettivi sistemi bancari di affrontare situazioni economiche difficili. Per rispondere ai requisiti di adeguatezza patrimoniale sanciti da Basilea III, le banche europee hanno iniziato ad emettere obbligazioni convertibili contingenti.

Published in OBB HIGHLIGHT

Nell’ultimo mese azioni e obbligazioni della maggior parte dei paesi emergenti hanno ceduto fortemente, con perdite in alcuni casi a due cifre percentuali. Per contro, i mercati azionari sviluppati hanno addirittura guadagnato leggermente a maggio, grazie in primo luogo ai rialzi dei corsi negli USA. Allo stesso tempo si osserva una netta differenziazione tra i diversi paesi emergenti.

Published in ECONOMIA

Da un punto di vista macroeconomico, la ripresa economica globale sta procedendo bene. Di recente in alcuni casi i dati economici sono stati leggermente più deboli del previsto, ma partivano da livelli molto solidi e finora non vi sono elementi per ritenere che ciò possa determinare un nuovo trend discendente.

Published in MERC HIGHLIGHT

Di seguito pubblichiamo il Barometro di giugno sui mercati e sull’asset allocation a cura della Strategy Unit di Pictet Asset Management. È stato un mese difficile per gli investitori. Dalla crisi politica italiana alle tensioni commerciali latenti tra USA e Cina, per non parlare delle brusche vendite massicce su alcune valute dei Mercati Emergenti, i motivi di preoccupazione non sono mancati.

Published in MERC HIGHLIGHT

La crescita economica globale rimane solida, ma per la prima volta da settembre 2016 abbiamo rivisto al ribasso le nostre previsioni per il 2018, dal 3,5% al 3,4%. Questo riflette in gran parte un inizio d’anno a rilento in molte economie, l’aumento dei prezzi del petrolio e le maggiori preoccupazioni sulle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Published in ECO PRIMO PIANO

La nostra view relativa a un rialzo dei tassi d’interesse ad agosto resta valida e non ci aspettiamo grandi annunci nel corso della riunione di politica monetaria della Bank of England di questa settimana, con la Banca che prenderà atto della debolezza dei dati economici del primo trimestre, mentre la crescita del momentum nel secondo trimestre resta modesta.

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