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Il Giappone punta sempre di più sulla qualità

Scritto da  Giovedì, 12 Luglio 2018 11:23
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La pluriennale transizione del mercato giapponese verso investimenti di qualità a forte potenziale di crescita incoraggiati dal ritorno delle istituzioni domestiche nel loro mercato con un focus sulla crescita di qualità, ha portato benefici per gli investitori.

Nelle previsioni di Fanuc, abbiamo implicitamente rilevato prospettive incerte sul piano delle capacità di integrazione con gli smartphone, anche se è importante concentrarsi su aspetti specifici, non generici, perché le componenti della catena di fornitura degli smartphone godono di solide prospettive. Ad esempio, per Murata prevediamo il superamento delle previsioni grazie all’offerta limitata di componenti rispetto alla domanda.
Ancora nell’ambito dei macchinari, Makita continua a pubblicare ottimi dati nella divisione dei piccoli elettrodomestici, ma sta puntando anche all'attrezzatura da giardino come nuova area di espansione dell'attività, sfruttando la sua tecnologia e la sua rete distributiva.
Per quanto riguarda Komatsu, dal mercato dell’edilizia e dal settore minerario continuano a provenire segnali di miglioramento, come i dati mensili pubblicati da United Tractors, Caterpillar e United Rentals. Gli ordini in corso alla società Amada sembrano sostenuti dai prodotti che sfruttano la tecnologia del laser fibra in Giappone e negli USA e siamo convinti che la società supererà le sue previsioni.
Siamo positivi su Oriental Land (gestore di Tokyo Disneyland) in previsione dell’espansione dell’area del parco e di un conseguente aumento del ticket d’ingresso, ma anche, da un punto di vista più strutturale, tenendo conto dell'incremento del turismo in Giappone e del maggior tempo libero dedicato alla famiglia dai giapponesi, per i quali Tokyo Disneyland sta diventando una meta simbolo.
Le prospettive sul fronte dei dazi e della valuta restano incerte.
È difficile esprimere commenti di carattere generale sul reale impatto di tali sviluppi, ma dovremmo tenere presente che le società esportatrici nipponiche hanno una lunga esperienza in fatto di protezionismo da parte dei partner commerciali e di volatilità dei cambi cui hanno ovviato sviluppando consistenti capacità produttive nel settore manifatturiero al di fuori del Giappone.

 

di Richard Kaye, Japan Portfolio Manager di Comgest

 

Read 147 times Last modified on Giovedì, 12 Luglio 2018 11:33

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