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Mifid II, l'Italia è già pronta

Scritto da  Mercoledì, 15 Febbraio 2017 11:54
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Rafforzamento degli obblighi informativi in capo agli intermediari, distinzione tra servizi a valore aggiunto servizi esecutivi, possibilità per gli intermediari di nominare "agenti collegati" e distinzione tra consulenza indipendente e non.

Sono questi i principi cardine dalla Mifid II, la normativa europea di secondo livello che sarà recepita in Italia a gennaio 2018. "Nella sostanza, la normativa europea che fa capo alla Mifid II alza l'asticella della qualità della consulenza offerta al cliente", precisa Francesco Di Ciommo, docente all'Università Luiss Guido Carli, in occasione del grande convegno sulla Mifid II che si è tenuto a Roma nella seconda giornata di ConsulenTia 2017 (l'evento organizzato da Anasf e giunto quest'anno alla sua quarta edizione capitolina). "E l'Italia delle reti è già organizzata per una consulenza di qualità e quindi pronta alla nuova normativa", continua Di Ciommo.

Retrocessioni
La Mifid II, oltre a innalzare gli obblighi informativi e la qualità della consulenza, interviene anche sulle cosiddette retrocessioni. Quegli inducement additati ormai da diversi anni in nome di un potenziale conflitto di interessi. In particolar,e l'articlo 9 della direttiva madre chiarisce che le imprese di investimento, al fine proprio di limitare il conflitto di interesse, non devono percepire nessun tipo di commissione da parte di qualsiasi soggetto diverso dal cliente. Con un'eccezione: "... a meno che le commissioni o gli onorari abbiano lo scopo di accrescere la qualità del servizio offerto al cliente", recita sempre l'articolo 9 della Mifid II.
Dunque, quindi, le retrocessioni da parte delle società prodotto sono giustificate a patto che servano a generare un reale valore aggiunto. Ai paragrafi 7 e 8 dell'art. 24 della direttiva madre, poi, si specifica che le retrocessioni non sono ammesse in nessun caso nell'ambito della consulenza indipendente e delle gestioni di portafoglio.

La consulenza di qualità
Ma qual è questo valore aggiunto? Qual è la consulenza di qualità? "Per rispondere a questa domanda ci viene incontro l'articolo 11 della direttiva madre - puntualizza il docente dell'Università Luiss Guido Carli - secondo cui è servizio di consulenza a valore aggiunto e di livello superiore la consulenza non indipendente nell'ambito della quale si ha accesso a una vasta gamma di strumenti finanziari adeguati". Inoltre, lo stesso articolo stabilisce anche che il servizio di consulenza di qualità deve essere fornito in combinazione di una valutazione continua del livello di adeguatezza. "Cosa che le reti in Italia già fanno - conclude Di Ciommo - ed è per questo che dico che il sistema tricolore è già pronto a quella che è stata definita una vera e propria rivoluzione copernicana".

 

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